I libri

Mediocri - I potenti dell’Italia immobile
Baldini Castoldi Dalai editore - 2008
Collana: I Saggi
Pagine: 408
Euro 17.50

A scuola mediocre è chi galleggia tra il sufficiente e lo scarso, ultimo o quasi. In Italia i mediocri sono i primi della classe. In Italia comandano loro.
Il potere si celebra nei privè, gli appalti si vincono nei salotti, le università radunano famiglie (padre, madre, figlio, figlia) e il Parlamento accoglie le “favorite”. Le more e pure le bionde.
Il mediocre per andare in alto ha solo bisogno di buone mani da tenere strette a una corda. Sei della cordata? Allora è fatta. Stanze chiuse, lucchetto alle porte. Chi è dentro non apre. Chi è fuori si arrangi.
C’è un Paese che vince. E’ immobile però. Appalti senza gara, cantieri senza fine, treni senza bagni, traghetti con la ruggine.
Di fronte sono ormeggiati gli yacht, splendore di mogano e brillanti. Questa Italia grassa e billionaire, dove la vita è sempre segnata da una griffe, dove i giovani senza talento sognano di diventare tronista e i talenti veri sono costretti a fuggire. E poi c’è l’Italia che perde, più veloce ma molto più debole. Costretta a pagare il prezzo di questo egoismo, a fare i conti con una realtà che la tiene in coda e la induce all’esilio.
Il rapporto fra queste due Italie sembra ubbidire a una equivalenza matematica: il potere dei mediocri misura esattamente la distanza che separa il talento dal successo.
Partendo da questa intuizione, Antonello Caporale, insieme con sette ragazzi che in tasca hanno solo un centodieci e lode, poco meno che talenti di carta, ha girato la Penisola per scoprire i volti e i luoghi dei mediocri, il meglio e il peggio dei due estremi della formula. Dal Trentino, con le mele d’oro e le scuole eccellenti, alle Marche, nell’azienda dove gli operai diventano imprenditori, a Montella, in Irpinia, dove si insegna in latino: raffinata scuola dei migliori. In mezzo, i boiardi dei vettori nazionali, i fallimenti di Alitalia, la rete di Comunione e Liberazione, il Parlamento dei nominati e le Regioni sull’orlo della bancarotta.
Chi comanda e chi patisce. Chi è fermo e s’ingrassa e chi corre e non si sfama. Due Italie, una sola storia. Un’inchiesta, forse un saliscendi: il diritto e il rovescio di un Paese che non si rassegna al suo declino.

Impuniti - Storie di un sistema incapace, sprecone e felice
Baldini Castoldi Dalai editore - 2007
Collana: I Saggi
Pagine: 310
Euro 17.50

«E’ un tratto caratteristico del nostro Paese. Gli uomini passano, le colpe restano e non c’è mai nessuno che se ne assuma la responsabilità. Non si sa bene chi debba o possa rimediare agli errori, alle mancanze, agli scempi. Dirigenti scellerati si dimettono da consigli d’amministrazione dietro pagamento di liquidazioni milionarie; politici si lasciano alle spalle bilanci disastrati, enti prossimi al fallimento, per rifarsi una verginità con un nuovo incarico, che nulla sa del precedente. Incarico nuovo, vita nuova e reputazione tirata a lucido. Per alcuni il conto in banca lievita a ogni passaggio, per altri ogni passaggio è un grado in più nella scala del potere. Non sono latitanti. Non fuggono, né si nascondono, i responsabili. è la memoria corta del Paese che li rende irreperibili. Fa di loro degli incolpevoli e dunque degli impuniti.»

L’utopia travestita da piano urbanistico. La riqualificazione ambientale che diventa scempio. L’emergenza come prassi quotidiana. Lo sperpero dissennato di risorse pubbliche. Bilanci violentati da gestioni creative e ambiziose. Il non fare né decidere come forma di tutela dal dissenso. L’atteggiamento leggero e spavaldo di chi non sarà mai chiamato a rispondere delle proprie azioni, e lo sa.
Antonello Caporale ci accompagna in un viaggio nell’Italia dello spreco e della malapolitica, attraverso le piccole e grandi storie che testimoniano lo stato di salute della nostra democrazia.
Da nord a sud del Paese il libro documenta gli episodi, le opere e le omissioni di un sistema afflitto da un moto autodistruttivo e al tempo stesso autoconservatore, nel quale i responsabili si trincerano dietro le spesse mura dei palazzi del potere.
Con gli strumenti dell’inchiesta giornalistica, Caporale riesce a penetrare il fortino per svelare i nomi e cognomi: chi ha fatto cosa, quali danni ha procurato alle casse dello Stato, all’ambiente, al territorio e, soprattutto, perché. Un lavoro che si propone di far parlare i fatti e i loro protagonisti, confrontando in maniera trasparente l’idea iniziale e il risultato finale: il dire e il fare, alla luce del mare che li separa.
Non una critica sterile, dunque, né una banale gogna per la classe dirigente, ma un’analisi che punta i riflettori sulla tecnica formidabile dell’occultamento collettivo delle responsabilità, con cui il potere si difende, confondendosi in una nebulosa grigia dai confini labili.

L’inchiesta si svolge e riavvolge a ritmi serrati, servendosi della più accattivante forma narrativa. Prende per mano il lettore, lo coinvolge, lo trascina su e giù per l’Italia, in un vortice di suggestioni e sentimenti simile a un giro sulle montagne russe. Davanti alla passerella di volti noti e sconosciuti, opere incompiute, grandi scempi e piccoli incidenti di percorso, il lettore si meraviglia, si sbigottisce e si indigna; ride, sbarra gli occhi e si arrabbia in un continuo saliscendi emozionale che lo porta a chiedersi: «Com’è stato possibile?»
Alle storie raccontate si alterna e si sovrappone il pensiero di grandi sociologi e politologi, che affiancano l’autore nel percorso attraverso una democrazia «senza popolo» e «senza responsabilità», dunque «senza memoria e senza consenso».
Il libro di Antonello Caporale è un atto di responsabilità, un segno di passione civile, un invito a riflettere sui confini della democrazia così come noi l’abbiamo conosciuta. Per scoprire quale sia il limite da non superare, e se invece qualcuno non l’abbia già oltrepassato. Se è un viaggio di sola andata, o se ci sia ancora un modo per tornare indietro.

La Ciurma - Incontri straordinari sul barcone della politica
L’ancora del Mediterraneo - 2006
Collana: Le gomene
Pagine: 224
Euro 13.50

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Sono cinquecentomila le persone che in Italia campano aggrappate al barcone della politica: una ciurma sempre in affanno, disposta a esibire il peggio di sé pur di raggiungere la prima fila, pur di esserci e contare. Semplici “fetentoni”, eccellentissime facce di bronzo, o anche e soltanto onesti e persino simpatici uomini di partito e di governo; personaggi e figuri lividi di rabbia o innocenti nella loro ambizione, spauriti o goffi, arroganti o umili, ma quasi sempre tragicamente comici. Il ritratto di un’Italia piccola, orgogliosa delle sue miserie, ambiziosa e a volte appassionatamente trasformista, pronta a tutto pur di apparire e conoscere, per il tempo di un flash, l’abbaglio di una minuscola notorietà.

Maggio 08 2008 12:24 pm

One Response to “I libri”

  1. antonio greco on 25 Gen 2010 at 9:04 pm #

    Concordo naturalmente.

    Ma chiedo : perché nessuno si è svegliato negli ultimi 15 anni, nel vedere le evoluzioni sociali negative ?

    La mia risposta : la cultura italiana è a livelli troppo bassi perché il popolo bove possa capire e possa reagire…

    Ho lanciato allarmi si Internet per almeno sei anni. Nessuno mi ha creduto, che saremmo andati allo sbaraglio !

    NON CI SONO IN ITALIA GLI STRUMENTI PER GESTIRE UN PAESE. QUINDI I COMMEDIANTI HAN PRESO IL POTERE… !

    Antonio Greco

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