Archive for the 'SoloGramsci (a cura di Manuela Cavalieri)' Category

Governo e rappresentanza parlamentare borghese sanno ottimamente che la crisi non può avere altra soluzione che l’affamamento di una parte della classe operaia e contadina. Certo essi trovano legittimo che questo avvenga, poiché per loro entra nel corso naturale delle cose. Essi spiegano la crisi come una calamità sociale alla quale gli operai devono sottomettersi con lo stesso animo con cui affrontano una carestia. Il governo, come rappresentanza borghese, e tanto più in quanto vuole apparire di essere con tutto il popolo, studia progetti, presenta disegni di legge, li approva, per far credere che esso si interessa realmente alla vita degli operai e contadini. Esiste un limite però: esiste il limite della proprietà privata, che non può essere violato. L’affamamento degli operai non può giustificare che si debba ridurre il profitto capitalistico o meglio violare il diritto della proprietà privata. Governo e rappresentanza borghesi sono dunque coerenti, quando approvano disegni di legge che lasciano il tempo che trovano. Essi hanno sempre una scusa a portata di mano: la difesa del proprio privilegio e l’impossibilità di fare di più, senza correre il rischio di perire.
Antonio Gramsci, L’Ordine Nuovo, 8 agosto 1921
Febbraio 04 2012 | SoloGramsci (a cura di Manuela Cavalieri) | No Comments »

Ogni privilegio suppone un’attività indispensabile, quindi un dovere assoluto e perentorio. Ma poiché la «natura» umana è imperfetta, conseguentemente al peccato originale, il privilegio cerca godere il bene sottraendosi al dovere: allora la imperfetta «natura» dei non privilegiati inventa la gogna come correttivo volontario alla volontaria sottrazione. Pertanto noi ci dichiariamo fautori della gogna, pur sapendo di non poter evitare il biasimo del secolo incivilito, libero pensatore e umanitario.
Antonio Gramsci, Sotto la Mole, 29 agosto 1918
Novembre 17 2011 | SoloGramsci (a cura di Manuela Cavalieri) | No Comments »

Scontiamo cosí la nostra leggerezza di ieri, la nostra superficialità di ieri. Disabituati al pensiero, contenti della vita del giorno per giorno, ci troviamo oggi disarmati di contro alla bufera. Avevamo meccanizzato la vita, avevamo meccanizzato noi stessi. Ci accontentavamo di poco: la conquista di una piccola verità ci riempiva di tanta gioia come se avessimo conquistato tutta la verità.
Antonio Gramsci, Il Grido del Popolo, 24 novembre 1917
Settembre 21 2011 | SoloGramsci (a cura di Manuela Cavalieri) | No Comments »

Occorre violentemente portare l’attenzione sul presente così com’è, se si vuole trasformarlo.
Antonio Gramsci, Quaderni del carcere
Luglio 20 2011 | SoloGramsci (a cura di Manuela Cavalieri) | No Comments »

Diventa tu consapevole, diffondi la tua consapevolezza: quale eredità superiore a quelle del passato non trasmetterai tu all’avvenire? Quale più concreta sicurezza di libertà per i tuoi figli, per l’immortalità del tuo spirito? Invece di una proprietà individuale, preoccupati di lasciare maggiore possibilità per l’avvento della proprietà collettiva, della libertà per tutti, perché tutti uguali dinanzi al lavoro, allo strumento di lavoro. Questa tua eredità ha anch’essa una forma esteriore: l’associazione. Quanto più forte è l’associazione, tanto più vicina è l’ora di riscuotere allo sportello della Storia. Chi riscuoterà? Tu stesso, forse, per la tua quota. Lavora come se il fine fosse immediato, ma non trascurare perciò di suscitare mezzi più potenti, nel caso non fosse immediato: sacrificati, perché tu pensi ai tuoi figli, ai tuoi cari. (…) Intanto tu fa’ il tuo dovere: da’ la tua parte di attività, di spiritualità al comune patrimonio sociale attuale: lavora perché sia trasmesso, migliorato e ampliato, ai tuoi discendenti: cura la tua eredità, cura l’eredità che sola sei certo di poter lasciare.
Antonio Gramsci, Avanti!, ediz. piemontese, 1° maggio 1918
Giugno 16 2011 | SoloGramsci (a cura di Manuela Cavalieri) | No Comments »

Gli uomini cercano sempre fuori di sé la ragione dei propri fallimenti spirituali; non vogliono convincersi che la causa ne è sempre e solo la loro animuccia, la loro mancanza di carattere e di intelligenza. Ci sono i dilettanti della fede, cosí come i dilettanti del sapere. Ciò nella migliore delle ipotesi. Per molti la crisi di coscienza non è che una cambiale scaduta o il desiderio di aprire un conto corrente.
Antonio Gramsci, La Città futura, 11 febbraio 1917
Maggio 10 2011 | SoloGramsci (a cura di Manuela Cavalieri) | No Comments »

“I gruppi subalterni subiscono sempre l’iniziativa dei gruppi dominanti, anche quando si ribellano e insorgono: solo la vittoria «permanente» spezza, e non immediatamente, la subordinazione”.
Antonio Gramsci, Il Risorgimento, Quaderni del carcere
Marzo 28 2011 | SoloGramsci (a cura di Manuela Cavalieri) | No Comments »
È una rivoluzione solo quella che si basa su una nuova classe.
Il fascismo non si basa su nessuna classe che non fosse già al potere.
16 maggio 1925, Discorso alla Camera
Febbraio 25 2011 | SoloGramsci (a cura di Manuela Cavalieri) | No Comments »
“Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto il cielo, sento che per me è capodanno.
Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso e rinnovarmi ogni giorno. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse.”
Antonio Gramsci
1° gennaio 1916, “Sotto la mole”, Avanti!
Dicembre 31 2010 | SoloGramsci (a cura di Manuela Cavalieri) | No Comments »
È stato osservato che è preferibile il briccone allo sciocco, perché col briccone si può venire a patti e fargli fare il galantuomo per tornaconto, ma dallo sciocco… sequitur quodlibet. È anche vero che il briccone è preferibile al semibriccone. In realtà, nella vita, non si incontrano mai bricconi dichiarati, tutti d’un pezzo, di carattere, per così dire, ma solo semibricconi, ti vedo e non ti vedo, dalle azioni ambigue, che riuscirebbero sempre a giustificare facendosi applaudire. È da pensare che il briccone sia un’invenzione romantica, oppure sia tale solo quando si incontra con la stupidaggine (ma allora è poco pericoloso, perché si scopre da sé). È da osservare che il briccone vero è superiore al galantuomo; infatti: il briccone può anche essere «galantuomo» (cioè può «fare» il galantuomo), mentre il galantuomo non fa bricconerie in nessun caso e per questo appunto è «galantuomo». Stupido davvero chi si aspetta di aver [a] che fare con bricconi dichiarati, patenti, indiscutibili: invece si ha anche troppo spesso a che fare coi semibricconi, che pertanto sono essi i… veri ed unici bricconi, quelli della realtà quotidiana. Per il rapporto «sciocco-briccone» è da ricordare il rapporto «sciocco-intelligente», nel senso che l’intelligente può fingersi sciocco e riuscire a farsi credere tale, ma lo sciocco non può fingersi intelligente e farsi credere tale, a meno che non trovi gente più sciocca di lui, ciò che non è difficile.
Antonio Gramsci
Passato e Presente, Quaderni del carcere
Dicembre 09 2010 | SoloGramsci (a cura di Manuela Cavalieri) | No Comments »
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