Archive for the 'Zona franca' Category

co/A è la nuova iniziativa coordinata da RENA, su incarico della Fondazione MIDA e del Comune di Auletta.
Il progetto nasce dalla volontà del Comune di valorizzare il Parco a ruderi sorto dalla riqualificazione del centro storico – distrutto dal terremoto del 1980 – con la definizione di un modello gestionale più integrato con il territorio e con maggiori opportunità di commercializzazione.
RENA è stata chiamata a coordinare il progetto, con la missione di stimolare la generazione di idee per la rinascita della città di Auletta e di diffondere l’informazione presso un vasto pubblico, che si faccia a sua volta promotore della nuova Auletta e del Parco a Ruderi.
Con la consulenza tecnica del gruppo SNARK, RENA ha lavorato alla definizione e diffusione di un bando di idee innovativo, che ha lo scopo di istruire una procedura concorsuale aperta per selezionare progetti, modelli di gestione ed indicatori di processo per lo sviluppo di Auletta, a partire dagli spazi del centro storico fino alle forme di comunicazione e di messa a sistema dell’offerta locale e territoriale, in un’ottica di sostenibilità a 360.
Il processo di trasformazione urbana di Auletta prevede tre fasi: un (1) concorso di idee i cui risultati confluiranno in un (2) workshop, al termine del quale saranno stabiliti i vincitori. Questi risultati saranno la base di una (3) fase di affinamento per la redazione di un capitolato di appalto per l’assegnazione dei lavori.
Il bando dettagliato è consultabile nella sezione dedicata o nel sito web dell‘Osservatorio sul doposisma della città di Auletta.
Il concorso resterà aperto dal 30 novembre 2011 al 16 febbraio 2012, limite ultimo per la presentazione delle proposte.
Dicembre 03 2011 | Zona franca | No Comments »

Bagnoli
di Luca Scialò
Sono passati quasi dieci anni da quella bocciatura, eppure brucia ancora. Come non bastasse, ad aggiungersi ad essa, arriva un’altra scottatura. Una nuova delusione per la città di Napoli.
Dopo il no incassato nel novembre 2003 con Valencia che fu favorita a Napoli (e a Lisbona e Marsiglia) per ospitare la Coppa America 2007, la città partenopea è stata nuovamente bocciata e preferita da Venezia nell’ospitare la tappa italiana dell’America’s Cup World Series. Ovvero, per le qualificazioni alla Coppa America. La manifestazione si svolgerà nella stupenda città lagunare dal 12 al 20 maggio e ad aprile del 2013.
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Settembre 07 2011 | Zona franca | No Comments »

immagine tratta da: Il Giornale del Cilento
di Giuseppe Napoli
Sette anni di cantiere e milioni di euro drenati dall’Unione Europea già spesi per illuminare la collina della tenuta Montisani, nel parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, del più grande Centro per la Biodiversità del Mediterraneo. Ma non sono bastati. Il pachiderma della burocrazia e la sonnolenza di chi ne governa l’andatura, portano sulla coscienza Vincenzo La Valva, ideatore del progetto e primo presidente del Parco, scomparso un anno fa senza nemmeno una carezza alla sua creatura. Un centro di ricerche listato a lutto. E non solo per la morte del suo papà. La biodiversità, quella dell’essere umano, normalmente non declina lo spreco o l’inerzia. Eppure i milioni di euro, dei 12 complessivi previsti dall’intervento, spesi dal 2004 ad oggi non sono serviti ad aprire la struttura che ormai troneggia sulla collina da 1773 ettari come una sposa piantata all’altare al momento del sì. Servono ancora soldi per terminare i lavori e la Regione, nonostante la cinghia tirata all’inverosimile, è pronta a fare la sua parte. Almeno secondo le parole del presidente del Parco Amilcare Troiano. Quella che doveva essere, già da un bel pezzo, la punta di diamante per lo sviluppo del parco più grande d’Italia si è trasformata in un sasso di bigiotteria infilato al dito medio della lentocrazia.
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Settembre 01 2011 | Zona franca | No Comments »

di Michele Mignogna
Viaggio all’interno della tendopoli nel centro di Protezione Civile del Molise che ospita 197 migranti in attesa dell’arrivo di altri 150 tunisini. Imponente dispiegamento di forze di agenti in tenuta anti-sommossa e ferree procedure burocratiche. I tunisini giocano a calcetto senza scarpe “per non rovinarle” e raccontano le loro storie, diverse ma unite dalla stessa voglia di libertà. “Stiamo bene, ma non possiamo uscire da questo campo, ci sentiamo reclusi”.
Siamo a Campochiaro, alle falde dei monti del Matese, Molise interno. Fuori dal centro abitato, immerso nelle campagne verdeggianti di questi giorni, c’è il centro regionale di Protezione Civile: da qui partono i convogli per intervenire in zone colpite da calamità, ma è anche un centro sperimentale dell’assessorato regionale all’agricoltura, con esperimenti sul tartufo in corso. Qui sono stati accolti i 197 migranti provenienti dalle zone di guerra del nord Africa. Tutti tunisini, tra di loro ci sono anche quattro minori affidati a una casa famiglia di Campobasso.
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Aprile 12 2011 | Zona franca | No Comments »
di Valerio Calabrese
Non bastano trent’anni per riavere una casa degna di questo nome. “La storia insegna, ma non ha scolari”, sosteneva Gramsci. Quanto sia vero lo si capisce in giornate come queste e in luoghi come questi, segnati da grandi drammi collettivi. A trent’anni dal sisma che ha cambiato le vite e la storia di un intero territorio, a Campagna (Sa), a pochi chilometri dall’epicentro, la Guardia di Finanza sequestra un cantiere di novanta appartamenti destinati ai terremotati dell’80. Motivazione: gravi carenze strutturali. In particolare, la struttura si stava edificando con cemento di pessima qualità (con una tenuta dell’85% inferiore alla norma) e con il 40% di ferro in meno rispetto alla legge. In più la costruzione, quattro palazzine in tutto, è localizzata in una zona altamente sismica. Campagna nel 1980 subì la distruzione dell’intero centro storico e la morte di cinque persone. Il sequestro, peraltro, avviene nel giorno del secondo anniversario del terremoto aquilano, dove proprio i difetti strutturali degli edifici sono stati tra i motivi della scomparsa di tante persone. A denunciare le inadempienze delle ditte appaltatrici, tutte locali, gli stessi operai: «Anche io abito in una casa popolare, ma non voglio costruire una casa dove chi vi abiterà correrà pericolo - dice uno di loro – Denuncio tutto per scrupolo, so che perderò il posto di lavoro».
Lo perderà senz’altro il posto di lavoro, ma nel contesto generale il suo è un gesto eroico. Perché l’eroe è qualcuno che compie un atto di coraggio, al solo scopo di proteggere il bene altrui o comune, malgrado questo comporti il consapevole sacrificio di sé stesso. «Eseguite i lavori di notte, perchè di giorno potrebbe arrivare un controllo – si sentivano dire gli operai – questi sono gli ordini e bisogna rispettarli altrimenti si va a casa». Allora, tutti a casa, come nel film di Comencini, perché il terremoto è come una guerra e il doposisma come un dopoguerra.
Tutti, meno loro: i terremotati di Campania e Basilicata, che dopo trent’anni dovranno ancora aspettare.
Aprile 07 2011 | Zona franca | No Comments »
di Valerio Calabrese
È curioso come i politici riescano a trovare “logiche” illogicità per giustificare le proprie condotte, spesso tutt’altro che coerenti. È il caso di Ferdinando Adornato, deputato Udc, giornalista e direttore del quotidiano Liberal. Già militante del Partito Comunista Italiano (e direttore del periodico della federazione giovanile), dopo la svolta della “bolognina” passa nel Pds. Fonda poi Alleanza Democratica con cui entra nel ’94 in Parlamento. Da l’Unità su cui ha scritto fino alla fine degli anni ’80 passa ad Avvenire, prima (‘99), e a Il Giornale, poi (2000).
L’attrazione verso il centrodestra è ormai fatale per il fine intellettuale ex comunista: il passaggio in Forza Italia si compie nel 2001 con la rielezione al Parlamento con l’allora Casa delle Libertà. Nel 2006, diventato ormai uno dei maggiori speaker televisivi, è rieletto con Berlusconi in Veneto. Adornato è dappertutto, e dovunque difende a spada tratta il suo capo, soprattutto sul fronte giustizia. Ma non è solo Adornato che cambia i partiti, a volte accade che anche i partiti cambino, e questo ad Adornato proprio non va giù. Con la creazione del Pdl e la fusione di Forza Italia con AN, l’intellettuale di Polistena (Rc) sbatte la porta e se ne va. Il suo passato all’Avvenire, seppur breve, gli rammenta d’essere stato (anche) papalino, e allora quale miglior lido cui approdare, se non l’Udc?
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Febbraio 25 2011 | Zona franca | No Comments »
Non solo camorra
di Valerio Calabrese
Non bastavano le denunce di giornalisti e magistrati. E poi gli arresti: giusto un anno fa la Dia del Tribunale di S. Maria Capua Vetere sequestrava beni e società per oltre 20 milioni di euro del clan dei Casalesi nel territorio parmense. Parma, la nuova filiale dei Casalesi, lontana dai riflettori, florida e tranquilla per ripulire i capitali sporchi.
Ma l’analogia tra la terra del parmigiano e quella della mozzarella sfonda oggi nella questione rifiuti. Così come i rifiuti campani, infatti, anche quelli di Parma fanno un bel giro prima di finire in discarica o all’incenerimento. E sì, perché Parma non può fare né l’uno né l’atro, perché lì non esistono né impianti di interramento né di combustione. 88mila tonnellate di immondizia che ogni anno i parmensi spediscono altrove, proprio come i napoletani. Operazione costosa però, e troppo. E nella città ducale scoppia allora la questione termovalorizzatore.
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Dicembre 06 2010 | Zona franca | 3 Comments »
di Valerio Calabrese
Nell’Italia dei festini e delle escort, non ci son soldi nemmeno per i gessetti nelle scuole.
Così, lungo tutto lo stivale si comincia ad arredarle (dalle elementari ai licei) con griffe e marchi registrati. L’idea prevede la possibilità per le aziende private di “sponsorizzare” gli arredi scolastici, ovvero farsi pubblicità all’interno delle scuole, marchiando col proprio brand banchi, seggiole e lavagne. La ratio della scelta delle amministrazioni che hanno abbracciato l’idea risiede – ovvio – nella carenza di fondi da destinare alle scuole pubbliche, passate per le purghe tremontiane. L’esperienza è stata lanciata per prima dall’una e trina Provincia BAT (Barletta, Andria e Trani) che dopo aver litigato per un anno in quale delle tre città capoluogo situare la sede legale, ha palesato così la sua stessa esistenza, scatenando però numerose polemiche e per l’idea e per l’esistenza. A farla propria dopo poche settimane molte altre amministrazioni,come quella di Alemanno a Roma.
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Novembre 18 2010 | Zona franca | No Comments »
di Valerio Calabrese
Più di Agrigento poté Paestum. Dinnanzi alla maestosità delle cifre e alla spregiudicatezza della colonia achea del Comune di Capaccio (SA), nemmeno la celeberrima valle dei templi agrigentina, pur nota per essere sfregiata da 600 tra case e villette abusive, può reggere il confronto. Eh sì, perché entro o immediatamente a ridosso del perimetro delle mura dell’antica Poseidonia, l’agenzia delle entrate ha scovato ben 3.597 case fantasma, ovvero abusive. Paestum è il paradigma della contraddizione italiana. La città, fondata dai sibariti nel VI sec. a.C., è infatti l’unica area archeologica d’Italia ad avere una legge ad hoc che la tuteli, la numero 220 del ’57. La legge fu scritta e voluta dal celebre archeologo Umberto Zanotti Bianco che, confinato a Pastum dal regime fascista, portò alla luce lo splendido santuario di Hera Argiva alla foce del fiume Sele e impiegò la sua vita e la sua attività parlamentare per la tutela del sito archeologico.
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Agosto 31 2010 | Zona franca | No Comments »

stadio S.Anna
di Valerio Calabrese
Il puzzo di sudore, la polvere alzata da un pallone saltellante, le urla sgolate del mister dalla panchina, sono quanto di più coinvolgente possa avvenire in un rettangolo di gioco. Assistervi ad oltre cinquanta metri di distanza, invece, è tutta un’altra storia. Ma può la distanza tra pubblico e calciatori influire sulla rese di una squadra?
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Agosto 11 2010 | Zona franca | No Comments »
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