Archive for the 'Antonello Caporale' Category

recensione

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Ottobre 25 2011 | Antonello Caporale | 1 Comment »

Controvento - capitolo IV Scirocco

controvento

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Opposti.
Come il bianco e il nero.
O il giorno e la notte.
Antonio Colucci ha sempre amato la zappa. Anche le mucche. E il trattore. E la mietitrebbia. E non sapeva dire cosa fosse una pala eolica prima di averla vista sovrastare la sua casa.
Dopo ha capito cos’è.
Ha capito innanzitutto che la pala produce energia elettrica.
Più gira e più produce. E se produce energia, produce anche soldi. E i soldi li trattiene la società proprietaria della pala, che sfrutta il vento del suo paese. Il vento soffia su Ripabottoni, ma si infila in altre tasche. Antonio ha saputo anche che la pala produce soldi pure se non gira. Non ha capito bene perché, ma la legge stabilisce così e lui non è andato oltre.
Tutti gli hanno detto che la pala non fa rumore, perché non c’è benzina nel suo motore. Anzi, il motore non c’è proprio. È un artiglio di acciaio, una colonna di ferro esile che guarda il cielo e poi si dipana come un fiore, con le eliche che la fanno sembrare una margherita.
Però lui sa che la pala fa rumore anche se è silenziosa. È difficile da spiegare, ma se andate a casa di Antonio capirete, perché lui vi dirà quello che già sappiamo: per prima cosa che sono scappati tutti i topi, per colpa del rumore. Poi vi dirà che non è riuscito a prendere più sonno e gli sono venute le allucinazioni. E il medico ha confermato che non sta bene a causa di quel rumore che non si sente, ma che il fisico avverte. Sono onde.
Sono andati anche a misurare il rumore e lo hanno trovato più del doppio di quello accettabile.
Un rumore quieto. Ma che Antonio riconosce distintamente. Infatti ha fatto causa alla ditta proprietaria e il giudice ha ordinato di fermare per qualche tempo le pale. Almeno le sette che gli stanno proprio intorno.
L’unica cosa che Antonio non sa è invece cosa sia il paesaggio. Se è bene o male mettere le pale. Se le pale sulla montagna cambiano l’aspetto della montagna.
A lui non interessa molto, perché la sua veduta non è cambiata. Da casa sua vede la nuova strada, che attraversa la valle del Biferno, e la vallata e tutto Ripabottoni. Le pale sono di spalle e lui non le vede, nel senso che deve girarsi per vederle. Lui non si gira quasi mai, perché se le vede si innervosisce e bestemmia.
Siamo troppo diversi noi umani.

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Ottobre 14 2011 | Antonello Caporale | 7 Comments »

È un governo moribondo. Silvio passi a Gianni Letta

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Aurelio Misiti, sottosegretario alle Infrastrutture


Aurelio Misiti è un berlusconiano pro tempore. Ingegnere idraulico, e marxista, poi comunista, poi dipietrista, è stato convocato al governo per la realizzazione delle grandi opere al Sud.
“Mi diano tre miliardi di euro e farò la rivoluzione”.
Berlusconi è l’uomo del fare. Troverà i soldi anche per lei.
“Ristrutturerò tutte le migliaia di ponti autostradali. I progetti ci sono, le braccia anche. Una monumentale opera di manutenzione”.
Glielo dica al premier. Gli parli di Keynes.
“E vuole che non gliel’abbia detto?”.
Il governo è gracilino, da un momento all’altro se ne muore.
“Sono Bersani e Casini a puntellare il sarcofago”.
Ma con un governo inerme i ponti non li fa.
“Io nutro considerazione e confido nella perspicacia del premier. Una strada lo salverebbe da questa vita vuota, questo governo senza governo”.

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Ottobre 14 2011 | Antonello Caporale | No Comments »

Azzollini, maratoneta del doppio incarico

antonioazzollini

Il relatore della manovra è sindaco di Molfetta e presidente della Commissione: venti ore di lavoro ma non mi dopo.


C’è un uomo, solo uno, che ha accompagnato col suo corpo la progressione creativa della manovra. Si chiama Antonio Azzollini. Senatore e sindaco, nato a Molfetta, ivi residente. Con ardore non comune e vitalità impareggiabile ha presieduto la commissione Bilancio del Senato, snodo di tutte le più delicate operazioni di contabilità pubblica.


«Anche venti ore sveglio».
Ha fatto uso di integratori?
«Nessuna sostanza tossica o dopante. Forte e presente al dovere al pari dei miei avi».
Azzollini ha fatto la sentinella al Senato per l’estate intera.
«Dove mi hanno messo mi hanno trovato. Venga a vedere» .
Venti ore al giorno in questo mezzanino per tutto l’arroventato agosto?
«Venti ore è da considerare la punta massima. In media dodici, massimo quattordici nei momenti di più acuta crisi».
Tanta fatica, ma adesso tanto onore.
«Oggi mi rendo conto di quale sia la forza della televisione, cosa significhi apparire. A Molfetta mi fermano per strada, mi sorridono».
Solo un fisico di ferro può reggere due poltrone.
«Ho una particolare tecnica per separare idee e funzioni».
Riveli la tecnica.
«Il meglio, anche dal punto di vista della proposta legislativa, lo offro alla guida. Quando parto da Molfetta per Roma la mia testa lascia immediatamente la Puglia e si concentra sui problemi della Nazione».
Mette la sua testa totalmente al servizio del Paese.
«Non ho l’autista. Guido e penso. Appena l’idea si fa strada, la scrivo così non la perdo di vista».
Gli emendamenti alla Finanziaria li ha scritti mentre guidava?
«Un po’ pericoloso però efficace».
Se scende da Roma stacca la testa al senatore.
«Esatto: s’interrompe la connessione col Senato e si allaccia quella con Molfetta».
Così non c’è confusione e i saldi di bilancio sono garantiti.
«Tranquillo. E glielo dice uno…»
Era del Pdup, partito di unità proletaria.
«Le mie idee non potevano perire sotto il muro di Berlino. Così ho pensato di traghettarle da quest’altra parte».


da: Repubblica, L’intervista senza rete - 7 settembre 2011, p.9

Settembre 07 2011 | Antonello Caporale | No Comments »

festival F.I.L. Auletta e Pertosa - 25, 26 e 27 agosto

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guarda il programma



Se non c’è vita senza passione, è certo che non c’è futuro senza cura, senza amore per il territorio. Il Sud ha smarrito il sentimento verso i suoi luoghi nella convinzione che il progresso significasse una lotta incessante verso una modernità sempre però inabile a dare misura alle ambizioni di ciascuno. La furbizia è una devianza dell’intelligenza. La furbizia si è purtroppo fatta sistema, e ciascuno ha iniziato a scorticare le pietre e le vallate, le campagne e i paesi. Chi non si è integrato al sistema è fuggito via: sconfitto e smarrito davanti a una realtà così crudele. Riprendere il sentimento, la cura delle nostre cose, è divenuta una necessità. L’unico futuro possibile è conservare memoria di noi stessi e rispondere ai nostri bisogni con i bisogni che i nostri luoghi esprimono.
Dobbiamo rendere sostenibile la vita a noi, mitigare la nostra furia, un’eccitazione collettiva che invece di dare felicità deprime, invece di farci avanzare ci rende immobili e perennemente stanchi.
Il buon governo altro non è che la radice del buon vivere.
Cercare piccoli spicchi di felicità possibile, tentare di affidare a un buon governo la gestione della cosa pubblica, i luoghi che ospitano la nostra vita è attività compatibile con la nostra intelligenza e il nostro ardore.
Il festival sul sentimento dei luoghi intende mettere in rete i mille segni di rivolta positiva disseminati nel Mezzogiorno d’Italia ma isolati, sconosciuti, dispersi.
Occorre dunque conoscersi. E poi riconoscersi.
Queste tre giornate tentano di riflettere sul bisogno di cambiare, sull’urgenza di cambiare. E su come farlo. Sull’idea che dopo tutto esista pur sempre la felicità prima che il dolore, e la nostra dignità prima della corruzione, il successo delle nostre azioni prima della loro sconfitta.
La via è stretta ma c’è, la vediamo. È davanti a noi.

Antonello Caporale

Luglio 28 2011 | Antonello Caporale | No Comments »

Carra: in lui rivivo il mio incubo a San Vittore quando vidi la brandina caddi in trance

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L’allora portavoce di Forlani venne arrestato nel 1993 da Di Pietro: “Bossi e i suoi arrivarono in tribunale e osannarono l’ex pm”


ROMA— «Ho iniziato a guardarlo. Guardavo lui e rievocavo quella sera di diciotto anni fa. Il garbo con cui i poliziotti mi vennero a prendere, mi fecero accomodare nell’automobile, era una Tipo bianca, e lentamente ci dirigemmo a San Vittore. Come uno specchio che riflette l’immagine, doppiavo la vista, le sensazioni, le preoccupazioni, persino le premure. C’era lui adesso al posto mio. Guardavo lui ma vedevo me. Pensavo a me e mi veniva di assicurargli che i poliziotti sono meno duri dei magistrati, che la brandina non l’avrebbe trovata in ordine, che il carcere fa paura, ma più di tutto è orribile il rumore delle porte blindate che ti chiudono la vita. Sono due le porte della cella. E ciascuna ha due mandate: track, track».

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Luglio 22 2011 | Antonello Caporale | 1 Comment »

Il silenzio nell’aula, il pugno del premier e il Pd col dito svela il suo voto segreto

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ROMA - Il silenzio cala così improvviso da mettere paura. È come se tutto Montecitorio sentisse le manette che adesso aspettano invece solo i polsi di Alfonso Papa, inchiodato al suo banco, quart’ultimo salendo da destra, col telefonino davanti agli occhi e i fogli, sui quali aveva stampato l’inutile difesa, che gli cingono il petto, «Hanno votato sì all’arresto 319, no 293. La Camera concede l’autorizzazione».
Pare stupito persino Gianfranco Fini nel leggere quel bollettino di resa del Palazzo ai giudici,

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Luglio 21 2011 | Antonello Caporale | 1 Comment »

Io mi mimetizzo. Vestiti modesti e occhiali da sole

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«Tremonti, appena mi ha conosciuto, ha raccomandato sobrietà».
Pensava che il deputato responsabile Bruno Cesario da sottosegretario iniziasse a sbruffoneggiare.
«Non sapeva che se voglio risulto invisibile. Una nuvola che passa. Mi mimetizzo, non ho bisogno di tutele, né auto blu (eccetto gli spostamenti ufficiali). Oggi sono a Napoli e sa cosa ho fatto?».
Non so e sono curioso.
«Ho camminato da solo per la città. Ho messo gli occhiali da sole e via!».
Lei prende dei rischi inutili. Se qualcuno - magari uno scostumato - l’avesse riconosciuta?
«Posso camminare anche senza occhiali. Non mi succede niente, la gente chiede solo aiuto. Non fischia, glielo assicuro. Adesso sa da dove parlo? Da piazza Plebiscito. Io solo».
E quella volta che l’hanno fischiato chi diavolo erano?
«Quelli erano fischi organizzati. Infatti avevano i fischietti»
In genere si fischia col fischietto.
«Mi trovavo al premio Troisi a San Giorgio a Cremano, la mia città».
Ho visto il filmato. Nonostante il caos non sono riusciti a perturbarla.
«Ho parlato alla festa della guardia di finanza ed è filato liscio».
C’è questo furore anti casta che preoccupa.
«L’auto è mia, il telefonino pure»
Lei ce la fa a fine mese oppure arranca?
«In politica bisogna investire per raccogliere. Il circuito consuma…».
Non è formica.
«Qualcosa a fine mese resta».
E’ formica allora, come tutti gli italiani. E’ un uomo del popolo, e si vede.
«Mi fa piacere che lo dice, perché sono così».


da: La Repubblica, L’intervista senza rete - 19 luglio 2011

Luglio 20 2011 | Antonello Caporale | 1 Comment »

Il Pd era d’accordo. Falso, voi Pdl avete fatto i furbi

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Uno è sardo, l’altro abruzzese. Uno è del Pd e l’ altro del Pdl. Il primo avvocato, il secondo notaio.

Francesco Sanna (Pd) è però piuttosto adirato.

«Dice giusto. Voglio eliminare i privilegi della politica e mi ritrovo descritto come un traffichino».

Andrea Pastore (Pdl) è invece piuttosto tranquillo.

«Altri hanno dettato la linea, io ho seguito la scia».

Non si è capito se tagliate le vostre indennità oppure le aumentate.

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Luglio 18 2011 | Antonello Caporale | No Comments »

“Vietati i doppi incarichi? Ma lo stipendio è uno solo”

Buonanno (Lega),

deputato e anche sindaco

gianluca_buonanno


GIANLUCA Buonanno è un leghista piemontese tuttofare.
«Servitore dello Stato in senso proprio»
Deputato e sindaco di Varallo Sesia.
«Tanti voti, amico mio»
E contemporaneamente vicesindaco di Borgosesia.

«Da lì ho iniziato il mio percorso».
E contemporaneamente promotore della lista Buonanno a Gattinara.
«Vittoria limpida anche in quel paese».
Fa il sindaco dove capita nel Vercellese.
«Mi vogliono bene, e sono in sella da 18 anni»
Ipercinetico.
«Ho saputo di questa assurda norma sull’incompatibilità. Viene da piangere».
Assurdo che non si possa cumulare.
«Il cumulo non produce spese in più. Lo stipendio resta uno, solo gli impegni si moltiplicano per tre».
E’ da spararsi fare solo il deputato.
«Mi manca l’aria, ma vedrà che recedono».
E’ un fantastico amministratore. Lei è l’unico che, per i vincoli di bilancio, ha creato Vigili urbani di cartone.
«E’ un esempio di governo creativo. In fondo l’automobilista non s’accorge da lontano che il Vigile è di cartone. Gli sembra vero e rallenta uguale».

Luglio 14 2011 | Antonello Caporale | No Comments »

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