Archive for Febbraio, 2012
Il reato è prescritto, dicono ai giudici del processo Mills gli avvocati di Berlusconi.
Prescrivere è un po’ dimenticare, accantonare, allontanare da sé, dissociarsene.
I processi vanno in prescrizione e anche la memoria cade in letargo. Ricordate i tagli lineari di Giulio Tremonti, santificato – anche da noi giornalisti – come una superstar dell’economia? Decise di tracciare una linea netta tra la buona e la cattiva spesa e con un bel taglio lineare cassò di netto cifre considerevoli delle voci di bilancio dello Stato. Con un colpo di riga cancellò quel che non andava bene.
Decise, per esempio, che fossero troppi 400 milioni di euro per l’affitto delle residenze della polizia e di altri uffici pubblici. Stornò esattamente la metà: duecento milioni.
Metà degli affitti non sono stati più pagati, e lo Stato ha risparmiato ben duecento milioni. L’anno scorso.
Quest’anno ce li rimetterà e li vedrà gonfiati degli interessi per la morosità pregressa. Avevano dimenticato che i contratti si rispettano fino alla loro naturale scadenza.
Bella idea quel taglio lineare!
Ma tutto si prescrive in Italia. E infatti, dopo il finimondo finanziario che è successo, dopo il fuggi fuggi del governo Berlusconi, nelle librerie, tra i più venduti c’è un libro appena sfornato dal ministro dell’Economia dell’esecutivo in fuga: ha per titolo “Uscita di Sicurezza”. Spiega come uscire dalla crisi.
da: Repubblica Sera
Febbraio 27 2012 | Antonello Caporale | 1 Comment »
Anche il senatore Lusi vuole patteggiare. Ci sarebbe un problemino sugli anni di reclusione da assegnargli, uno è troppo poco. Si metteranno d’accordo.
Invece nessuno ha voglia di patteggiare la pena per aver ridotto le nostre libertà costituzionali, l’inviolabilità della persona e il diritto alla riservatezza a uno straccetto da posare nel cestino.
Il dottor Befera, il guerriero del fisco italiano, ci ha appena comunicato che esaminerà con cura, attraverso i nostri conti, tutta la vita nostra. In nome di uno Stato incapace di chiedere i soldi a chi li ha, e a volte colluso con chi li ha e li sottrae, saremo convocati a illustrare ogni spesa. Non dico il Suv o la villa e nemmeno la barca. “Il mese scorso, gentile signore, lei è voluto andare alle terme di Saturnia a sollazzarsi. Ci spiega come ha fatto?”. E noi dovremo essere pronti a documentare ogni deviazione contabile e confermare il comportamento diligente e integro che la nuova etica pubblica ci imporrà. E dopo le terme si indagherà sui camper, e poi le tende. E infine, all’operaio (i furbetti si annidano ovunque, caro mio!) si chiederà di dimostrare come diavolo abbia potuto pensare, essendo oramai quasi tutti in cassa integrazione, di fittare a luglio un monolocale a Cetraro, in Calabria. Il prezzo è modico e l’affitto è in nero, va bene. “Ma la benzina da Torino chi gliel’ha pagata?”
S’annuncia così tanto depressa la nostra condizione civile e però nessuno di coloro che l’hanno provocata chiede di patteggiare.
Il senatore Lusi ha trafugato 13 milioni di euro, questi altri tanti milioncini in più.
da: Repubblica Sera
Febbraio 22 2012 | Antonello Caporale | No Comments »
“Adesso che vedi Sarkozy digli che avete approvato la legge sulle pensioni!”.
Di qualche giorno fa la visita di Mario Monti a Parigi e l’incontro col primo ministro e il capo dello Stato. La frase è quella che il premier italiano rivela ai giornalisti durante la conferenza stampa finale. La sostanza è, seguendo il racconto che lo stesso premier italiano fa, che la Francia, ai suoi livelli più alti, non era al corrente che l’Italia, sua vicina di banco e soprattutto vittima di ripetute ramanzine, la riforma delle pensioni l’aveva varata prima di Natale, circa un mese fa. Legge dalla quale sembrava che tutte le nostre speranze di successo fossero condizionate.
Nulla di nulla sapeva il capo del governo. Nulla di nulla il capo dello Stato.
Il dubbio che ai vertici internazionali, che da novembre ad oggi si sono susseguiti a ritmo impressionante, si parli molto senza saperne abbastanza è più che fondato, alla luce delle rivelazioni di Monti.
Come sia possibile che all’Eliseo le informazioni risultano così incomplete è un mistero.
Ma soprattutto è un mistero come i governanti passino il loro tempo, cosa diavolo leggano e cosa vedano alla tv.
Più di un ufficio stampa era sufficiente per Sarkozy guardare il telegiornale di France 2 – uno dei tanti - e conoscere un po’ meglio cosa si fa in giro per l’Europa.
da: Repubblica Sera
Febbraio 21 2012 | Antonello Caporale | No Comments »
Giulio, il nome è di fantasia, aspettava con ansia la comunicazione dell’ospedale milanese dove aveva fatto domanda d’assunzione. C’erano buone possibilità di vedere la luce, finalmente. Un lavoro da infermiere, retribuito secondo legge, finalmente stabile. E il sacrificio di partire da Badolato, vicino Catanzaro, era attenuato dalla prospettiva di una vita nuova, decente.
Da Milano dunque doveva partire il telegramma di invito e presa in ruolo e le informazioni che Giulio aveva gli facevano ritenere che la convocazione sarebbe partita verso la fine di novembre. Primi giorni di dicembre, poi è giunto Natale, infine Capodanno. L’ansia è cresciuta al punto di chiedere conto all’Asl milanese. “Sì, le abbiamo inviato il telegramma più di un mese fa. Essendo però trascorsi oltre trenta giorni dal termine ultimo che fissava l’invito di presentazione al lavoro, abbiamo fatto scorrere la lista e provveduto alla sua sostituzione”.
Il telegramma si è perso negli uffici postali della Calabria. Aveva viaggiato lentissimo e poi si è fermato, come fosse vittima di un colpo apoplettico, in uno stanzone degli uffici catanzaresi.
Il sintomo del distacco di un pezzo del Paese dall’altro è il disarmo dei collegamenti. La vita di Giulio era legata all’attività delle Poste, e ai suoi servizi celeri. Ma perché garantire alla Calabria gli standard nazionali? E’ chiaro che non si può. E’ divenuto un costo insopportabile.
Da un mese circa tutti i collegamenti notturni ferroviari nazionali da e per la Puglia sono cessati. Il sud è il binario morto dell’Italia, meglio sconnettersi.
da: Repubblica Sera
Febbraio 20 2012 | Antonello Caporale | No Comments »
Chi manca di equilibrio barcolla. Un po’ di qua e un po’ di là. Fino a qualche mese fa gli italiani accettavano persino che il Parlamento decretasse Ruby nipote di Mubarak. Era una fandonia grande quanto il cupolone, ma vabbè in politica si sa…
Adesso – barcollando sul fronte opposto - lo zelo ci costringe a interrogarci sul perché la figlia del ministro Fornero sia così brava, se novantatrè pubblicazioni in sedici anni di carriera universitaria documentino esattamente la sua eccellenza. E quanti concorsi ha vinto, e come li ha vinti, e hai visto mai che il papà o la mamma, o tutt’e due. Tu pensi che non sia raccomandata?
Succede che Maurizio Crozza, che fa il comico non il ministro, dica tre battute in tv e Andrea Sarubbi, che fa il deputato non il comico, denunci di aver scopiazzato le conversazioni su twitter.
Fino a qualche mese fa i militari erano impiegati, nella generale indifferenza, come spazzini a Napoli. Oggi i soldati, per salvare famiglie sepolte dalla neve, annunciano - com’è successo ad Urbino – al municipio una fattura per prestazione d’opera verso terzi prima ancora di mettere in moto le jeep. E sembra tutto sommato normale.
Invece gli eccessi di oggi fanno il paio con quelli di ieri e disegnano un Paese storto di suo, abituato ad eccitarsi quando potrebbe appisolarsi, e a poltrire quando gli occhietti dovrebbero stare ben aperti.
Da: Repubblica Sera
Febbraio 17 2012 | Antonello Caporale | No Comments »
Abbiamo i conti sballati. Abbiamo il deficit che mangia gli investimenti, la spesa pubblica che corre più delle entrate. Abbiamo lo spreco, che attizza il braciere dell’antipolitica. Abbiamo la corruzione, che vale da sola circa sessanta miliardi di euro. E l’evasione: almeno altri centoventi miliardi.
Abbiamo anche la Corte dei Conti, nata per curare la malattia della spesa facile, sanzionare gli spreconi, liquidare gli amministratori infedeli.
Sono magistrati ma sembrano fantasmi. Ci sono, eppure non si vedono. Hanno sedi, e stipendio e prestigio. Portano ogni anno il conto delle spese pazze, ma mai rendono conto della loro efficienza.
Dovendo proprio iniziare da qualcuno, il premier Monti potrebbe avanzare ai procuratori della Corte questa piccola petizione utilizzando, per la cortesia che si deve alla città che lo ospita, il dialetto della Capitale: signori giudici, damose da fa!
da: Repubblica Sera
Febbraio 16 2012 | Antonello Caporale | No Comments »
Fa un freddo cane, e viene dalla Siberia. “Non è che ti sei fatto una casa in Siberia?”, ha chiesto Massimo D’Alema al compagno Ugo Sposetti, noto tesoriere dei Ds, un altro partito che fu.
Nevica sulle casse private dei partiti pubblici. In effetti proprio D’Alema tentò qualche anno fa, all’indomani del referendum che abrogava il finanziamento ai partiti, la via democratica delle donazioni. Chiunque avesse voluto avrebbe potuto inserire nella dichiarazione dei redditi l’obolo, il 4 per mille, e vederselo detassato. Sebbene gratis gli italiani di sinistra e quelli di destra e quelli di centro si diedero alla fuga. Anche i militanti, che sono pur sempre votati all’ubbidienza, destinarono poco o nulla al loro simbolo del cuore.
I politici allora presero le contromisure: visto che con le buone non si ottiene nulla, e la democrazia non è un titolo che rende in borsa, passiamo alle brutte. Chiunque voti, sia alto o basso, nero o bianco, stolto o savio, produce un danno per le casse dello Stato di un euro. Quel voto, giusto o sbagliato, vale un euro all’anno ma per tutti e cinque anni della legislatura. Anche se l’elettore si pente, cambia strada, si candida con un altro partito.
Fu così che i politici presero fiducia nella democrazia, i tesorieri nei partiti, le immobiliari nelle casse dei tesorieri. E fu così che, magicamente, ci furono soldi per tutti. Per i partiti vivi e per quelli morti.
Ancora oggi Alleanza nazionale possiede un centinaio di milioni di euro di patrimonio immobiliare e circa settanta milioni di liquidi. Dite voi: e cosa se ne fa?
Appunto, cosa se ne fa?
da: Repubblica Sera
Febbraio 15 2012 | Antonello Caporale | No Comments »

Controvento. Il tesoro che il sud non sa di avere
«Antonio più di ogni cosa sentiva di notte, anche in casa, il rumore delle pale. Vvrroom … vvrroom … Si addormentava con le pale che giravano e si alzava, dopo le poche ore di sonno, che continuavano a girare. Giravano sempre, le pale».
Nella vita di Antonio Colucci entrano un giorno, ospiti scomode inattese, le pale eoliche. Nel suo mondo arcaico quelle pale soffiano senza un perché. Del resto è una ricchezza improvvisa e sconosciuta apparsa nel Sud dell’Italia, dove le pianure non danno da vivere. I capannoni sono ormai detriti della civiltà industriale, l’agricoltura è povera, i contadini pochi e per lo più morti di fame.
Ai sindaci il vento piace perché rappresenta una piccola pensione sociale collettiva. Pochi soldi, ma cash, ora che le casse sono vuote. E grazie a quegli industriali che fittano terreni ( e coscienze) c’è una fatica in meno da fare; pensare, organizzarsi, cercare il partner, produrre in proprio. È troppo complicato, troppo impegnativo sviluppare un’economia locale fondata sull’energia sostenibile e rinnovabile. Meglio appare tutto in cambio di un obolo.
Lo Stato ha semplicemente abdicato al suo dovere. Senza mai indicare, valutare, ammettere o respingere, proporre e magari mitigare l’impatto ambientale, dire no qualche volta alle pale. No, qui no. Lì invece sì. Senza cura per il bene di tutti, senza amore per il territorio. Lo Stato ha semplicemente chiuso gli occhi davanti al più grande scandalo di questo inizio secolo.
Antonello Caporale, uno dei più seguiti giornalisti di inchiesta, attraverso alcune storie esemplari, in cui si alternano duri toni di denuncia e accenti lirici, ci propone una ricostruzione lontana da ogni forzatura ideologica, dove le vicende dell’eolico finiscono per rivelare la malattia endemica dell’Italia e più ancora il destino a cui è condannato il Sud: bruciare la propria ricchezza senza nemmeno averla riconosciuta.
Codice ISBN: 978880461298
Editore: Arnoldo Mondadori editore S.p.A.
Collana: Strade Blu
data uscita: 13 settembre 2011
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Febbraio 14 2012 | controvento | 3 Comments »
* Gran bel libro, gran bel libro (alberto a.)
* Che bello il tuo libro (nadia z.)
* sto leggendo Controvento, bellissimo. Sto amando moltissimo il nuovo stile narrattivo, una scrittura che trasporta, che parla a tratti poeticamente come il nostro vento.Grazie.(Sonia B.)
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Febbraio 14 2012 | controvento | No Comments »
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